75) Eccles. Sull'evoluzione.
Eccles polemizza con l'interpretazione riduzionista della teoria
dell'evoluzione, la quale non tiene adeguatamente conto della
comparsa dell'io, elemento di fondamentale importanza che
manifesta la presenza di un progetto e non l'assoluta casualit.
Nella seconda parte della lettura egli osserva quanto stretto sia
il rapporto fra l'uomo e l'ambiente.
J. C. Eccles, Evoluzione del cervello e creazione dell'Io.

 Nel Capitolo 10 posso aver dato l'impressione di complicare
l'eleganza della teoria darwinista. La mia giustificazione  che
la tradizionale teoria evoluzionista non ha considerato la
comparsa dell'autocoscienza durante gli ultimi stadi
dell'evoluzione degli ominidi. Ho cercato di porre rimedio a
questa importante omissione.
Il pi grande interesse nell'evoluzione biologica  rappresentato
dall'origine dell'uomo. Dopo The origin of species Darwin scrisse
The descent of man. La mia vita  stata una preparazione, durata
circa settanta anni, per scrivere questo libro. Sono stato
conquistato dal problema della mia origine evolutiva all'et di 17
anni. Sono convinto che l'evoluzione degli ominidi rappresenta la
storia della mia esistenza. Posso immaginare la rischiosa strada
evolutiva intrapresa dagli antenati primitivi durante l'evoluzione
degli ominidi. Retrospettivamente posso considerare questo
processo come l'unica possibilit per la mia esistenza. Questa
strada  stata determinata esclusivamente dai processi naturali
del caso e della necessit o  stata determinata in qualche modo
misterioso da una guida sovrannaturale? Come ha affermato Lack
(1962), tutti gli aspetti spirituali della natura umana sono per
sempre oltre le spiegazioni scientifiche del Darwinismo.
Per questa ragione ho sovrapposto un concetto finalistico alle
spiegazioni materialistiche del Darwinismo alle quali ho aderito
fedelmente nei primi nove capitoli. E' stato ipotizzato che esiste
un obiettivo finale in tutte le vicissitudini dell'evoluzione
biologica. Io credo che esiste una Provvidenza Divina che opera
al di sopra degli eventi materiali dell'evoluzione biologica
(Eccles, 1979, pagina 235) la quale risulta, eventualmente, nella
creazione del genotipo dell'uomo... Si tratta di un tipo
particolare di Principio Antropico con qualche relazione con il
finalismo di Teilhard e il suo punto omega (Teilhard, 1959),
discusso nell'ultimo capitolo del libro di Dobzhansky intitolato
The biology of ultimate concern (1967).
Inoltre, opportunisticamente  appropriato speculare sul magnifico
progetto dell'evoluzione biologica poich esistono buone ragioni
per concludere che essa si trova alla fine della sua ultima grande
era creativa rappresentata dall'evoluzione degli ominidi. La
rapida salita verso l'apice evolutivo di Homo sapiens sapiens 
stata descritta nei capitoli precedenti. Sembra davvero di essere
giunti all'apice perch siamo vicini all'effettiva operazione di
selezione naturale con la sopravvivenza dell'individuo meglio
adattato all'ambiente... Conseguentemente, pu essere anticipato
che avverr un lento declino dell'apice secondo i principi
dell'evoluzione biologica...
Mi piace immaginare me stesso (Eccles, 1979) come uno spirito,
spogliato del corpo, che osserva il Pianeta Terra nella sua
iniziale esistenza prebiotica, governata dalle leggi della fisica
e della chimica inorganica. Comparve poi misteriosamente e con
discrezione, circa 3,6 miliardi di anni fa, l'origine della vita e
gli inimmaginabili lenti processi biologici della creazione dei
nucleotidi e delle proteine con gli sviluppi biochimici dei codici
genetici, le mutazioni e la selezione naturale.
La creativit biologica che venne scatenata da questi processi era
oltre ogni immaginazione - la generazione di un numero
incalcolabile di specie biologiche con il loro sviluppo e
l'eventuale estinzione (Mayr, 1963, 1982; Simpson, 1964). Possiamo
chiederci se, nonostante una buona dose di conoscenza e saggezza,
fosse stato possibile per un qualche osservatore predire lo
sviluppo futuro dell'evoluzione fino agli ominidi. Dobzhanky
(1967) ha risposto con un secco no! Anche dopo centinaia di
milioni di anni l'osservatore dell'evento sovrannaturale
dell'evoluzione biologica sar testimone in tempi piuttosto
recenti (10 milioni di anni fa) della separazione della linea
degli ominidi dalla linea dei pongidi, che conduce all'argomento
trattato in questo libro. Come biologi evoluzionisti dobbiamo
credere che non sarebbe stato possibile prevedere questo
avvenimento supremo neanche nel suo iniziale delinearsi!.
Possiamo supporre che, per un breve periodo dell'evoluzione
biologica, si apr una finestra sul futuro quando la linea degli
ominidi si separo attraverso l'evoluzione da Australopithecus a
Homo. Senza dubbio in questa apertura creativa devono essersi
verificati le transizioni pi complesse attraverso Aegytopithecus,
Ramapithecus e Dryopithecus. Tutto ci che possiamo supporre  che
la finestra si apr una volta soltanto. E' improbabile che ora e
in futuro alcuni pongidi possano dare origine a una nuova linea
evolutiva che sia in competizione o addirittura superi la linea
ominide. Se non fosse per il meraviglioso processo dell'evoluzione
degli ominidi, il Pianeta Terra avrebbe continuato all'infinito la
sua cosiddetta infestazione biologica. Questo  estremamente
meraviglioso in se stesso, ma sarebbe stato per sempre un processo
concettualmente morto, un'oscurit continua senza alcun barlume
della illuminazione trascendente, senza il significato dato
dall'evoluzione culturale dell'autocoscienza con la creazione di
Homo sapiens sapiens.
Possiamo chiederci se esiste una propensione delle mutazioni per
un progetto globale al di l delle mutazioni puntiformi del
gradualismo filetico e se questo potrebbe aver provocato lo
sviluppo evolutivo del cervello umano oltre la sua funzione per la
sopravvivenza. Questo pu essere definito come il problema di
Wallace. Esiste un processo che potremmo definire dinamismo
genetico per mezzo del quale il cervello degli ominidi si sviluppa
con meccanismi che vanno oltre la selezione naturale? Sembra, per
esempio, che questo sia avvenuto in aree che apparentemente non
comunicavano: con l'uomo di Pechino dimensioni del cervello fino a
1.200 cc circa 500.000 anni fa; con l'uomo di Giava (Solo)
dimensioni del cervello fino a 1.200 cc circa 300.000 anni fa; con
l'evoluzione degli ominidi in Africa attraverso gli stadi pre-
neandertaliani e neandertaliani fino a Homo sapiens sapiens circa
90.000 anni fa; in Eurasia con Homo preneanderthalis fino all'uomo
di Neandertal e la possibile evoluzione a Homo sapiens sapiens a
Qafzeh circa 70.000 anni fa. In Cina e a Giava sembra che gli
ominidi si siano estinti e che si sia verificata una
colonizzazione tardiva di Homo sapiens sapiens proveniente
dall'Eurasia, ma nuove scoperte archeologiche possono portare a
riconsiderare in maniera diversa questo problema. Pu anche
essersi verificato che numerose e differenti origini evolutive
abbiano portato alla popolazione del mondo attuale.
Da quanto  stato detto nei Capitoli 2-9 la storia evolutiva degli
ominidi  meravigliosa pi di qualsiasi altra storia del Pianeta
Terra o addirittura del cosmo intero. Si tratta del tema di base
del principio antropico nella sua versione semplice originale
(Wheeler, 1974), come delineato da Polkinghorne (1986). Come 
stato detto nei Capitoli 9 e 10, il Principio Antropico acquista
comunque una nuova dimensione nell'esistenza di ciascuno di noi
come esseri autocoscienti. Questa trascendenza  stata la ragione
del lavoro della mia vita, culminato nello sforzo di capire il
cervello per presentare il problema mente-cervello in termini
scientifici. I1 mistero dell'uomo , a mio parere, incredibilmente
svilito dal riduzionismo scientifico, con la sua pretesa di un
materialismo emergente per spiegare eventualmente il mondo
spirituale in termini di modelli di attivit neuronale. Questa
convinzione deve essere classificata come una superstizione.
Dobbiamo ammettere che noi siamo esseri spirituali con l'anima in
un mondo spirituale come anche esseri materiali con il corpo e il
cervello in un mondo materiale.
Come possiamo lasciare un messaggio all'umanit basato sulla
filosofia dell'essere umano descritta nei Paragrafi 10.1, 10.5,
10.6 e 10.7? E' necessaria una grande umilt. Non dobbiamo pensare
di essere i depositari di tutta la saggezza dopo un tempo cos
breve dalla nostra origine evolutiva. Sherrington (1940) ha
parlato metaforicamente degli uomini come di individui nati da
poco!
La posizione realista  che ognuno si trova su questa meravigliosa
astronave, il Pianeta Terra, con la Luna come attendente e in
orbita intorno al sole con altri otto pianeti le cui condizioni
climatiche e atmosferiche sono estremamente sfavorevoli per la
vita dell'uomo. Tuttavia, gli astronauti hanno gi esplorato la
luna e senza dubbio questo avverr anche per Marte. Questi viaggi
possono durare solo per brevi periodi e sono immensamente costosi.
Una conoscenza elementare della fisiologia dell'uomo elimina per
sempre qualsiasi possibilit di viaggi spaziali oltre il nostro
sistema solare o una qualsiasi colonizzazione futura dello spazio.
Si pu affermare con sicurezza che l'umanit  per sempre legata
alla terra. Sarebbe diverso se, dopo la morte, l'anima
sopravvivesse e sfuggisse in tal modo al legame con la fisica e la
fisiologia. Tuttavia, non si pu avere conoscenza di ci che
accade dopo la morte. Questo pu essere definito come il dramma
dell'uomo. E' qui che entrano in gioco gli scrittori di
fantascienza, i ciarlatani delle esperienze parapsichiche, i
medium con i loro stati di trance e le loro sedute spiritiche. Si
tratta di un problema di serio interesse in quanto eminenti
scienziati possono perdere il loro senso critico a causa
dell'incessante bombardamento degli scrittori di fantascienza.
Si deve realisticamente accettare che Homo sapiens sapiens
esister per innumerevoli generazioni su questa meravigliosa casa
salubre, la Terra, la quale, come solitamente affermava Harlow
Shapley,  un pianeta roccioso relativamente piccolo senza
caratteristiche particolari. La sua orbita nel sistema solare non
 caratteristica e il nostro sole  una stella di media grandezza,
alla periferia della nostra galassia in una delle tante
ramificazioni di questa, con i suoi 100.000 milioni di altre
stelle, una galassia tra 100.000 milioni di altre galassie, tutte
originate dal Big Bang 17.000 milioni di anni fa. Tuttavia,
secondo il Principio Antropico, la nostra casa sul Pianeta Terra 
il centro del grande progetto. Ognuno di noi si  svegliato, per
cos dire, con un corpo ed un cervello umani su questo piccolo
pianeta celeste almeno 100.000 anni fa dall'origine evolutiva di
Homo sapiens sapiens. La nostra vera esistenza come individui
coscienti  un miracolo.
Esiste una tale improbabilit di vita in altri pianeti e di una
possibile evoluzione di esseri intelligenti, che i biologi tendono
ad assumere che la vita sulla Terra sia imperscrutabilmente unica.
Non  sorprendente che gli astronomi, i quali non hanno conoscenze
biologiche, propongano l'ipotesi che la vita si possa manifestare
all'improvviso in ogni parte dello spazio cosmico, l dove le
condizioni ambientali sono favorevoli.
Inoltre, anche se la vita dovesse esistere ed evolvere, non
avrebbe nessun significato profondo se non fosse in qualche modo
simile all'evoluzione degli ominidi con la creazione di esseri
intelligenti e creativi. Un viaggio spaziale oltre il sistema
solare  per sempre impossibile; Sagan e Drke hanno sviluppato un
sistema che dovrebbe ricevere messaggi in codice sulla lunghezza
d'onda delle radiazioni dell'idrogeno. Fino ad ora la
registrazione  un silenzio cosmico!.
La mia tesi  quella di considerare la Terra la sola dimora per
l'esistenza delle generazioni successive di esseri umani. Saremo
legati per sempre alla terra come esseri materiali. In questo
contesto, come precedentemente affermato, possiamo considerare la
morte del corpo e del cervello come il dissolversi della nostra
esistenza dualista con la speranza che l'anima liberata dal corpo
trover un altro futuro fatto di esperienze anche pi
significative e piacevoli, reincarnandosi forse in una nuova
esistenza come suggerito da Polkinghorne (1986) in accordo con
l'insegnamento cristiano tradizionale. La visione escatologica 
un tema delle religioni a maggior diffusione.
Esistono due opinioni fondamentali. Una considera Dio come il
Creatore del cosmo e delle sue leggi fondamentali, che inizia con
il fine disegno quantitativo del Big Bang e delle sue conseguenze
(Lovell, 1978; Polkinghorne, 1986) - il Dio Trascendente nel quale
credeva Einstein. L'altra considera il Dio Immanente al quale
dobbiamo la nostra esistenza. In qualche modo misterioso, Dio  il
creatore di tutte le forme viventi, in particolar modo degli
esseri umani durante l'evoluzione degli ominidi, ciascuno con
l'unicit cosciente di un'anima immortale.
Si pu concludere affermando che l'evoluzione biologica trascende
se stessa fornendo il supporto materiale, il cervello umano, a
individui autocoscienti la cui vera natura  di cercare le
speranze e di indagare sul significato della ricerca dell'amore,
della verit e della bellezza.
J. C. Eccles, Evoluzione del cervello e creazione dell'Io,
Armando, Roma, 1989, pagine 303-307.
